March 12, 2021
Amerigo Vespucci, la roccia tra i venti quasi un secolo di mare e di storia

La “nave più bella del mondo” solca i mari da quasi un secolo, portando nei cinque continenti i valori e lo spirito di un Paese che ha sempre considerato le competenze e le abilità umane un elemento irrinunciabile di civiltà e progresso. Perché qui si torna all’essenza del navigare, senza automatismi, a contatto diretto con mare e vento: si naviga “al modo antico”. Su questa nave, generazioni di allievi hanno imparato a orientarsi con il sestante, a scrutare e leggere la volta celeste, a intuire il volgere dei venti e a manovrare cime e vele in tessuto di canapa. Soprattutto hanno imparato a lavorare in squadra e a rispettare la gerarchia e i ritmi del mare. In un mondo iper tecnologico, la navigazione a vela, senza riferimenti terrestri, rimane un’esperienza formativa intensa e profonda, che plasma il carattere e offre insegnamenti destinati a durare ben oltre la vita in mare.

E se il motto inciso a prua recita “Non chi comincia ma quel che persevera”, lei, la nave scuola per antonomasia, nella sua lunga vita sembra rappresentare qualcosa di più profondo della perseveranza: l’essenza stessa della solidità, una roccia in mezzo ai marosi della vita e della storia. Perché l’Amerigo Vespucci, in oltre novant’anni di servizio attivo, assieme agli oceani ha davvero solcato i mari della storia, restando fedele al suo mandato di formare uomini e donne di mare. (Le donne possono accedere alla carriera militare dal 2000, ma solo nel 2016 sono stati predisposti a bordo alloggi dedicati.) Una missione che l’ha portata a insegnare le regole del mare, del comando e della vita a migliaia di allievi ufficiali.

Progettata dall’ingegnere foggiano Francesco Rotundi, la Vespucci fu costruita interamente presso il Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia per sostituire l’omonima nave scuola della classe Flavio Gioia. Fu varata il 22 febbraio 1931. Da allora, l’Amerigo Vespucci è diventata una vera e propria icona della marineria italiana, conosciuta, apprezzata e attesa nei porti di tutto il mondo. Fu la portaerei americana USS Independence (CVA 62 Forrestal class), in una sera d’estate del lontano 1962, incrociandola nel Mediterraneo, a salutarla con l’espressione divenuta leggendaria: “You are the most beautiful ship in the world.”

La nave più bella del mondo è effettivamente un gioiello di stile, tradizione e tecnologia: 101 metri di lunghezza, un dislocamento a pieno carico di 4.100 tonnellate, tre alberi verticali con pennoni e vele quadre e un caratteristico bompresso che si protende verso prua. La superficie velica totale è di circa 2.635 metri quadrati, suddivisa in 24 vele di tela olona (canapa), con manovre effettuate mediante cime in fibra vegetale. La velocità massima è di 10 nodi (circa 19 km/h). Dispone anche di una propulsione ausiliaria con motori diesel MTU e uno scafo in acciaio strutturato su tre ponti.

L’Amerigo Vespucci, la “nave più bella del mondo”, solca i mari da quasi un secolo portando i valori e lo spirito dell’Italia. Simbolo di eleganza e tradizione, rappresenta l’essenza autentica del navigare: vento, mare e lavoro di squadra. A bordo, generazioni di allievi hanno imparato la disciplina e il rispetto del mare. Progettata nel 1931, oggi la Vespucci è una leggenda vivente e un ambasciatore galleggiante dello stile e dell’ingegno italiani, ancora protagonista nei mari del mondo.

“Non chi comincia ma quel che persevera”

A muovere davvero l’Amerigo Vespucci non sono solo le vele o i motori, ma le persone che vivono e lavorano a bordo. L’equipaggio è composto da 264 militari: 15 ufficiali, 30 sottufficiali, 34 sergenti e 185 tra sottocapi e comuni. Durante la Campagna di Istruzione salgono a bordo anche gli Allievi dell’Accademia Navale, circa un centinaio ogni anno, insieme al personale di supporto. In questa occasione l’equipaggio cresce fino a sfiorare le 400 unità, trasformando la Vespucci in una vera scuola galleggiante. Dal 9 settembre 2023, al comando di questa meraviglia dei mari c’è il Comandante di Vascello Giuseppe Lai, sardo, originario di Ozieri. È il 125° comandante della nave scuola dal suo varo. Per il comandante Lai si tratta di un ritorno speciale: da allievo, l’Amerigo Vespucci è stata la sua prima nave, dove fece la prima esperienza di bordo e il primo viaggio all’estero, imparando come ha ricordato a navigare “al modo antico”.

Il rapporto con la Sardegna è profondo e antico. L’isola è un approdo frequente della nave scuola, sempre più impegnata a diffondere la cultura della vita in mare e il rispetto dell’ambiente marino. Una curiosità: il 20 aprile 1978, durante un approdo a Cagliari, le poste organizzarono un annullo speciale di quattro francobolli dedicati alla manifestazione “Il mare deve vivere”, a cui partecipò proprio l’Amerigo Vespucci. Questo legame tra la nave scuola e le città di mare è stato ribadito durante il Tour Mondiale della Vespucci, iniziato nel 2023, un’iniziativa volta a promuovere il Sistema Paese e a diffondere all’estero i valori della cultura italiana. Per quasi due anni, il Villaggio Italia, ideato come contenitore di eventi e vetrina delle eccellenze nazionali, ha rappresentato una straordinaria finestra sul meglio del nostro Paese. Dal 1° febbraio 2025, la nave scuola ha avviato la navigazione per il rientro in Italia, con tra le tappe anche Cagliari.

A distanza di quasi cento anni dal suo varo, l’Amerigo Vespucci, la nave più anziana della Marina Militare, continua a essere un simbolo di ingegno, eleganza e stile italiano. Un’ulteriore conferma della sua popolarità è arrivata nel 2022, sessant’anni dopo l’incontro nel Mediterraneo con la USS Independence. Un’altra portaerei americana, la USS George H. W. Bush, incrociandola nell’Adriatico, ha risposto con le stesse parole: “After 60 years you’re still the most beautiful ship in the world.”

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